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Sorto nel 1947, nel pieno del periodo di ricostruzione postbellica, il Circuito di Ospedaletti si impose rapidamente all'attenzione di tecnici ed appassionati come uno dei più interessanti tracciati italiani.Realizzato sfruttando la viabilità cittadina esistente, venne presto allungato grazie ad un tratto di strada costruita appositamente; il percorso assunse così la sua veste definitiva, e fu considerato un circuito semi-permanente.

Il Circuito di Ospedaletti fu il palcoscenico sul quale si svolsero il Gran Premio Automobilistico e il Gran Trofeo Motociclistico di Sanremo manifestazioni nate contestualmente al circuito stesso.

La competizione automobilistica si svolse fino al 1951 e, dopo un primo anno di rodaggio, ospitò costantemente la Formula Uno, in una delle gare di maggior prestigio della stagione sportiva.

Le crescenti prestazioni delle vetture e l'esigenza di sempre maggiori spazi imposti dalle automobili, decretarono poi la fine del Gran Premio. Le motociclette rimasero così le padrone assolute del tracciato ligure, e protrassero la loro presenza fino al 1972, facendo quindi tagliare al Circuito il traguardo del quarto di secolo di vita.

Sul Circuito di Ospedaletti si diedero battaglia i più bei nomi del motociclismo: dai grandi degli anni '50 come Bandirola, Masetti, Liberati, Duke, Ambrosini, Lorenzetti, Ruffo e Ubbiali, agli assi degli anni '60: Provini, Taveri, Redman, Hailwood, Bryans, Pasolini, Read e Agostini, che segnò con un impressionante numero di vittorie le sue apparizioni sul tracciato ligure.

Il Gran Trofeo Sanremo vide altresì la presenza delle più importanti case motociclistiche mondiali: dapprima le storiche Gilera, Moto Guzzi, Benelli, Norton, NSU e BMW. Più tardi la MV Agusta, la Bianchi, l'Aermacchi, le spagnole Montesa, Bultaco e Ossa e naturalmente le quattro giapponesi Honda, Yamaha, Suzuki e Kawasaki.

La storia del Gran Trofeo Motociclistico, che venne disputato per ben 22 volte, consta di due fasi, la prima dal 1947 al 1956 e la seconda dal 1961 al 1972.

Nel 1957, infatti, la gara non poté svolgersi per il divieto alle competizioni su strada imposto dal Ministero degli Interni in seguito alla tragedia occorsa durante lo svolgimento della Mille Miglia di quell'anno, nella quale persero la vita 14 spettatori.

La sospensione della corsa durò anche per i tre anni successivi. Finalmente nel 1961 il tracciato rivierasco ottenne nuovamente l'autorizzazione per ospitare competizioni di velocità, e ritornò alla ribalta con una nuova edizione del Gran Trofeo Motociclistico.

Da allora fu un continuo successo di partecipazioni di piloti, case e pubblico; alcune edizioni della corsa furono seguite da diverse decine di migliaia di spettatori, che quasi soffocavano il percorso con la loro passione.

Tanto pubblico divenne quindi un ulteriore motivo di rischio, come se non fossero bastati quelli legati ad un percorso affascinante ma ormai datato.

Ciò nonostante i piloti furono sempre affezionati ad Ospedaletti: vedevano in questo circuito una sorta di monumento del passato, che manteneva intatte le caratteristiche di un motociclismo che era ormai scomparso.

Ecco quindi che i piloti si batterono sempre con grande generosità sul tracciato ligure, fino all'ultima edizione del Gran Trofeo nel 1972.

L'anno successivo la Federazione Motociclistica diede un giro di vite, peraltro giustificatissimo, in merito agli standard di sicurezza dei circuiti. Arrivati a questo punto, anche il glorioso circuito di Ospedaletti, incastonato tra il mare e le colline, contornato da ulivi secolari, dovette passare la mano.

E così nel 1973 Ospedaletti uscì di scena per, diciamo così, "raggiunti limiti d'età", mantenendo tuttavia inalterato un fascino unico e universalmente riconosciuto, che ancora oggi fa sussultare il cuore degli appassionati

 
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